sabato 4 ottobre 2014

Titanopsis

  • Pianta sempreverde appartenente alla famiglia delle Aizoaceae originaria del Sud Africa.
  • E' costituita da un breve fusto che sostiene una densa rosetta di foglie verdi-azzurre, ricoperte da protuberanze biancastre simili a verruche che, se coltivate in pieno sole, possono assumere colorazioni particolari, dal rosa al viola. La pianta cresce fino a ricoprire tutto il terreno e in estate alla base delle foglie spuntano grandi fiori a forma di margherita di colore giallo o arancione. Ne esistono circa sei tipi tra cui la Titanopsis Calcarea che si presenta verrucosa in tutta la parte piatta della foglia e la Titanopsis Fulleri che invece si presenta verrucosa solo nell'estremità della foglia.
  • La Titanopsis gradisce esposizioni in pieno sole, anche se può crescere senza problemi a mezz'ombra, puchè in luogo molto luminoso. Come le Lithops non teme il freddo e può sopravvivere anche esposte per brevi periodi a temperature di poco al di sotto dello zero, purché il substrato di coltivazione sia mantenuto completamente asciutto.
  • Inoltre bisogna irrigare con moderazione, lasciando asciugare perfettamente il substrato tra un'annaffiatura e l'altra. Con l'arrivo dei primi freddi diminuire le annaffiature fino a sospenderle completamente in inverno.

La mia è una Titanopsis Calcarea ed è sempre rimasta verde, ma ne esistono alcune molto colorate..

La mia Titanopsis Calcarea


Titanopsis Variegata

venerdì 3 ottobre 2014

Haworthia

  • Haworthia è un genere di piante della famiglia delle Asphodelaceae originarie del Sudafrica.
  • Il nome del genere è un omaggio al botanico Adrian Hardy Haworth (1767-1833). Si tratta di piccole piante prive di fusto, con le foglie carnose disposte a rosetta variamente colorate e talvolta trasparenti a seconda della specie e della varietà. Esistono così tante specie nel genere che risulta spesso difficile distinguerle, e anche per la facilità con il quale si ibridano. Le infiorescenze sbocciano lungo uno stelo talvolta ramificato e lungo fino a 50 cm.
  • In natura crescono all'ombra di altre piante oppure tra le fessure delle rocce; quando la vegetazione è più rada (e quindi sole diretto), per proteggersi le Haworthia tendono ad interrarsi (caso tipico della Haworthia Truncata). In estate è sempre opportuna una buona circolazione d'aria.
  • Le Haworthia hanno radici particolarmente carnose per cui vanno sistemate in vasi non troppo bassi e in estate (luglio-agosto), quando la temperatura è più alta e cessano il loro sviluppo sopra terra, queste piante rinnovano le loro radici, per cui bisogna assolutamente evitare ristagni di acqua. Durante tutto il periodo primaverile-estivo le Haworthia vanno annaffiate solo quando il terreno è completamente asciutto. Annaffiare moderatamente e talvolta vaporizzare la pianta quando sono presenti temperature molto alte. In inverno si possono sospendere le annaffiature.

Questa è la mia Haworthia Cymbiformis var. Obtusa.. le foglie sembrano gelatinose come una caramella gelèe, con delle parti translucide alle estremità... stupenda!!!

La mia Haworthia Cymbiformis var. Obtusa

La mia Haworthia Retusa

La mia Haworthia Truncata


La Haworthia Comptoniana è simile alla Haworthia Retusa ma con le foglie più tondeggianti sopra.

Haworthia Comptoniana


La Haworthia Cooperi è molto simile alla Haworthia Obtusa..

Haworthia Cooperi


La Haworthia Obtusa presenta delle foglie completamente tonde senza l'estremità a punta. Questa ancora manca alla mia collezione di "succulents"... ma è troppo bella, la troverò..


Haworthia Obtusa

martedì 30 settembre 2014

Lithops

  • Pianta perenne nana appartenente alla famiglia delle Aizoaceae, originario delle zone semidesertiche dell'Africa del Sud, in particolare della Namibia e del Sudafrica. 
  • Il nome Lithops deriva dal greco lithos (pietra) e opsis (aspetto), proprio per la loro somiglianza a delle pietre, di qui il nome comune pietre vive o sassi viventi. La pianta si presenta senza fusto in quanto questo, molto corto, resta sotto la superficie del terreno ed è formata da due foglie accoppiate, spesse e carnose chiamate "lobi", saldate all'apice e divise da una fenditura dalla quale spuntano i fiori, generalmente da settembre a novembre. Ogni coppia di foglie quindi, forma il corpo di una pianta che ha forma ovoidale o di una sezione cilindrica oppure quasi conica. La superficie delle Lithops è spesso fenestrata, ossia presenta delle finestre cioè delle piccole zone trasparenti o translucide prive di clorofilla, attraverso le quali la luce arriva alle parti interne della pianta. La pianta ogni anno si rinnova attraverso una muta, in quanto all'interno della coppia di foglie si sviluppa una nuova pianta (talvolta due) che cresce fino ad asciugare le vecchie foglie che quindi seccano fino a scomparire. Di Lithops ne esistono in natura tantissime specie e di diversi colori. 


Varietà di Lithops


  • Le Lithops vanno esposte durante il periodo estivo in pieno sole (quindi anche diretto) in un posto ventilato dove non ci sia ristagno di umidità; nei giorni estremamente caldi però, è meglio evitare scottature.
  • Nel periodo invernale alle Lithops non va data acqua (o comunque poca, solo quando il terriccio è estremamente asciutto). Quando le vecchie foglie sono seccate, e al di sotto si intravede la nuova crescita (da aprile a giugno), si può iniziare a innaffiare con moderazione.


La mia è una Lithops aucampiae, una specie di grandi dimensioni, può raggiungere infatti i 4 cm di altezza e di larghezza.


Le mie Lithops in labor

venerdì 26 settembre 2014

Fenestraria

  • Piante appartenente alla famiglia delle Aizoaceae, originaria dall'Africa meridionale. 
  • È una pianta cespitosa con foglie lunghe fino a due centimetri e mezzo, alla sommità delle quali si trova un'area semitrasparente priva di clorofilla che permette come una finestra, alla quale la succulenta deve il suo nome (dal latino fenestra), il passaggio della luce ai tessuti sottostanti. In natura la pianta cresce semicoperta da terreni sabbiosi dai quali emerge la sola sommità delle foglie.


Fenestraria


  • L'esposizione deve essere luminosa e soleggiata. In estate le piante devono stare all'aria aperta; d'inverno devono essere tenute in appartamento, in ambienti non troppo riscaldati.
  • In inverno le annaffiature devono essere sospese, dalla fine di febbraio alla tarda estate necessita di modeste annaffiature.
  • In estate è possibile la moltiplicazione per talea: si staccano le foglie, si fanno asciugare per due-tre giorni e si piantano.
  • Un ragnetto rosso provoca la comparsa di macchie brune o pallide sulle foglie. Se l'atmosfera è troppo asciutta la pianta appare debole oppure appassita: si consiglia di irrorare spesso le foglie. La carenza di luce può provocare l'assenza della fioritura, l'indebolimento degli steli e la colorazione smorta delle foglie che si piegano lateralmente.


Fenestraria

La mia Fenestraria ha i fiori di un bellissimo fucsia.. ma su google ho sempre visto fiori gialli o arancio..

venerdì 19 settembre 2014

Crassula "Buddha´s Temple"

  • Appartenente alla famiglia delle Crassulaceae, la Crassula "Buddha´s Temple", è un ibrido tra la Crassula pyramidalis e la Crassula perfoliata var. minor

Crassula Pyramidalis

Crassula Perfoliata var. minor

  • La pianta è molto particolare, ha una forma di rosetta colonnare, alta tra i 15 e i 30 cm, di foglie perfettamente sovrapposte grandi circa 4 cm di color grigio-verde, ricoperta da un sottile strato di pruina in grado di proteggere le foglie dai forti raggi solari. La fioritura si presenta nella parte apicale della pianta con dei fiorellini bianco-rosa.
  • Richiede un terreno ben drenato ed una buona illuminazione sia per mantenere compatta la pianta sia per mantenere la colorazione tipica delle foglie. Può essere posta a dimora anche in pieno sole, ma tenendola in ombra in estate nelle ore più calde della giornata.
  • Le annaffiature dovranno essere leggere ma frequenti durante il periodo vegetativo e solo quando il terreno si presenta completamente asciutto. 
  • La natura arbustiva dei fusti della Crassula "Buddha´s Temple", con il passare degli anni tenderà a conferire alla pianta un aspetto “disordinato”, si dovranno quindi effettuare dei tagli molto corti, in modo da definirne una forma più elegante ed armonica.

La mia Crassula "Buddha's Temple"


mercoledì 20 agosto 2014

Passione "succulente"

Oggi vi voglio parlare della mia grande passione per le piante grasse "succulente" sperando che i miei consigli possano esservi utili.

Le succulente sono piante adattate a vivere in condizioni di aridità più o meno pronunciata mediante l'assorbimento di grandi quantità di acqua in un tessuto apposito, detto parenchima acquifero, spugnoso e formato da grandi cellule rotondeggianti e ampi spazi intercellulari interposti, localizzato in vari organi delle piante. Una volta assorbita, l'acqua è conservata mediante alcuni accorgimenti, tra cui l'ispessimento epidermico dato da cutine e la secrezione di cere idrofobiche protettive. Anche la produzione di peluria (tricomi) aiuta le piante a diminuire le perdite per traspirazione.

Questa capacità di ottimizzazione dell'acqua ha permesso alle piante succulente di colonizzare habitat caratterizzati da climi tropicali aridi e sub-aridi, ossia luoghi in cui si verificano piogge solo per un periodo dell'anno (generalmente l'estate), seguite da un lungo periodo di totale siccità; sono infatti originarie di zone aride e desertiche.

È molto importante che il terreno sia il più possibile poroso e drenante in modo che l'acqua non stagni predisponendo l'insorgenza del marciume radicale. Si dovrà quindi disporre di un composto di terra non concimata con un'aggiunta di sabbia grossolana e un composto di mattoni triturati. Questo tipo di terriccio non permette alle radici di rimanere troppo a lungo imbevute di acqua. Per evitare questo inconveniente si dovrà avere cura, in alcune specie particolarmente delicate, di utilizzare vasi di terracotta e l'impiego di una pacciamatura leggera di ghiaietto, pozzolana, pomice o lava in granuli, in modo da scoraggiare l'insorgenza di marciumi.

La maggior causa di morte nelle succulente in coltivazione sono le innaffiature eccessive, quindi meglio evitarle.
In estate si può annaffiare non appena il terriccio si è asciugato completamente. Se il terriccio è abbastanza poroso, quando è asciutto in superficie, è sufficiente lasciar passare almeno un giorno per essere sicuri che sul fondo del vaso non ci sia troppa umidità.
In inverno le piante grasse smettono di crescere ed entrano in un periodo di riposo, in cui fino alla ripresa vegetativa primaverile, non vanno annaffiate mai o quasi mai o comunque bisogna annaffiarle non appena perdono la loro turgidità.
Se invece le tenete in un locale chiuso e magari riscaldato da termosifoni, l’aria secca può far appassire le vostre succulente, in tal caso bisogna bagnare leggermente la superficie del terreno oppure nebulizzarle periodicamente.

Come tutte le piante è bene che nell’arco della giornata il sole arrivi ad illuminarle da ogni lato; quindi l’esposizione migliore è a Sud. Spesso però a causa di una illuminazione non ottimale del posto dove ospitiamo le nostre piante grasse, queste ricevono luce per lo più solo da un lato e quindi dopo un certo periodo, variabile da specie a specie, cominciano ad inclinarsi e crescere verso la luce. Poiché la parte in ombra tende ad ingiallire diventando il punto più debole della pianta, è indispensabile girare la pianta in modo che riceva luce anche sul lato opposto.
Un altro motivo importante per cui bisogna assicurare una corretta esposizione è che la nostra pianta deve crescere in maniera uniforme, così facendo per esempio il nostro cactus globoso non perderà la sua forma tondeggiante. L’osservazione quotidiana delle nostre piante è indispensabile per capire quando è arrivato il momento di ruotare i loro vasi.
Per certe specie di succulente inoltre, nei periodi più caldi dell’anno, un’eccessiva insolazione può essere dannosa.

Quando si acquista una piantina, questa solitamente viene venduta in piccoli vasi di plastica che sono provvisori ed esclusivamente riservati alla vendita, per cui si dovrà procedere ad un immediato rinvaso in un recipiente più adatto alla pianta; l'ideale è la terracotta.

Esistono due vie per la riproduzione di queste piante, quella gamica (semi) e quella sessuata o agamica (talee, germogli, ecc.).

Molto importante è il terriccio e la temperatura in cui vanno conservati i semi. Per questo è meglio che siano utilizzati in serre, a questo scopo esistono in commercio piccole serre riscaldate che possono essere tenute anche in un appartamento.
I semi andranno deposti in un letto di terra composta da terra fine concimata e da sabbia fine, mentre i semi più grandi andranno leggermente ricoperti. Il terreno dovrà essere mantenuto sempre umido; la temperatura deve oscillare costantemente tra i 16 e i 21 °C. La serra va esposta in posizione di semi-luminosità; osservando queste regole dopo pochi giorni si avranno i primi germogli: alcune specie però, posso impiegare oltre un anno per germogliare.
Una difficoltà da affrontare per ottenere dei semi dalle proprie piante grasse, dipende dal fatto che molte specie sono autosterili, non sono cioè in grado di autofecondarsi. In altri casi, anche se meno frequenti, la specie può essere dioica: questo significa che i fiori maschili e femminili sono su individui distinti. Senza una pianta maschile ed una femminile sarà impossibile ottenere dei frutti.

La talea si può effettuare con qualsiasi pianta succulenta anche se il metodo dipende dal tipo di pianta che si vuole far riprodurre. Se vogliamo far rinascere una pianta che è caduta o si è rotta dobbiamo ripiantarla nella terra; altrimenti si possono prendere foglie o porzioni della pianta e si appoggiano sulla terra.
Per le cactacee cespitose è sufficiente staccare una delle teste laterali, che spesso, se a contatto col terreno, avranno già messo radici, e piantarla in un altro contenitore. Altre succulente producono polloni laterali facilmente separabili dalla pianta madre, oppure hanno foglie carnose che si staccano subito al minimo urto (per esempio le Sedum) ed emettono radici anche solo se rimangono appoggiate sul terreno per alcuni giorni. Diverse specie di Kalanchoe lungo il margine fogliare producono dei propagoli, ovvero delle piccole piantine già formate e fornite di radici avventizie pronte per la propagazione.


Talea da foglia

Affinché la talea di una pianta grassa attechisca è necessario attendere una quindicina di giorni prima di piantarla nel terreno, cioè è necessario attendere che la base della talea si asciughi, per evitare il rischio che la talea marcisca.
Inoltre aspettate ancora qualche giorno per annaffiare e non esponetela alla luce solare diretta finché non avrà dato segno di aver attecchito.

La fioritura delle succulente avviene per la maggioranza delle specie ogni anno nel periodo che va da maggio a novembre.


mercoledì 7 maggio 2014

Benvenuti nel mio blog!!

Nel mio primo post vi spiego il significato del titolo che ho scelto.

"Chi nicchi e nacchi..." è un'espressione siciliana derivante dal latino, "né questo né quello" (nec hic, nec hoc), che indica che ciò di cui si parla non c'entra nulla... "chi nicchi e nacchi ca vegnu cu tia!!", per dire che non penso proprio di venire con te.